Bussò il vento come un uomo stanco Ed io garbata "Entra" gli risposi Con ferma voce e allora egli rapido Entrò nella mia camera Ospite senza piedi Invitarlo a sedere era impossibile Tanto sarebbe valso presentare All'aria una poltrona Ed ossa non aveva, per tenerlo Il suo parlare era come il fiato Di molti colibrì ronzanti insieme Da un celeste cespuglio Un'onda, la sua faccia e mentre andava Dalle dita una musica gli usciva Di suoni tremuli Soffiati nel cristallo Indugiò, sempre qua e là movendo Poi timidamente Bussò di nuovo fu come una raffica Ed io rimasi sola