È come se si trovasse di persona davanti a quella casa, avvolto in un mantello vampiresco.
Randy prende posto dietro lo scrittoio, in soffitta, accende il computer preme il tasto out del drive per i cd-rom. Toglie il disco dalla scatola, lo infila nel drive e torna a premere il tasto. Il cd scivola dentro. Appena caricato il programma, sullo schermo nero come la notte appare in lettere rosso sangue la scritta La Furia di Dracula. Dai piccoli altoparlanti esce una musica arcana, incalzante, che evoca scenari di tetri castelli e notti tempestose e che dà a Randy una buona dose di pelle d’oca. «Cosmico!» mormora. La Furia di Dracula è un computer-game interattivo, in cui il giocatore può dirigere il corso degli eventi. Di volta in volta il giocatore può scegliere un personaggio diverso, selezionando il nome sul menù e infilandosi, per così dire, nella sua pelle. La scritta si dissolve e appaiono le icone con quattro nomi: Dracula, Dr. Van Helsing, Steward, Morris. Gli ultimi tre sono cacciatori di vampiri. Randy ha già fatto la sua scelta. Fa scivolare in avanti il mouse e la freccetta si sposta sull’icona ‘Dracula’. I nomi scompaiono e sullo schermo appare una bara in un sotterraneo pieno di ragnatele. Il coperchio della bara si solleva scricchiolando e ne esce una mano bianca dalle dita scarne. Un attimo dopo, il vampiro si arrampica fuori della bara. Randy rabbrividisce di piacere. Dracula è terrificante con quel suo mantello nero, la faccia cadaverica, gli occhi iniettati di sangue e i lunghi canini. La cosa più bella di tutte, pensa Randy, è che lui stesso, ora, può essere quel personaggio. Formidabile! In piedi accanto alla bara, il vampiro stira le braccia e lo guarda minaccioso. L’immagine sullo schermo si blocca, e appaiono tre icone: una carrozza, una casa, una barca. Significa che il giocatore deve scegliere ciò che farà il vampiro. ‘La carrozza’ pensa Randy, facendo clic sulla prima icona. Il gioco continua. Dracula lascia il sotterraneo e si dirige all’uscita per un lungo corridoio. Là fuori lo aspetta una carrozza con quattro cavalli neri. Il vampiro sale. L’immagine si blocca di nuovo... «Arri» dice Randy, e fa clic sull’icona di un cavallo al margine dello schermo. I cavalli nitriscono e la carrozza si avvia traballando per una stretta mulattiera di montagna. Randy può quasi udire il vento ululare tra le rocce. In alto, sulle cime oscure, guizzano dei fulmini e da qualche parte, in lontananza, ululano dei lupi. Il volto di Dracula s’illumina per un attimo attraverso il finestrino della carrozza. Randy sogghigna: «Io sono Dracula, e stasera ho voglia di sangue!» «Randy, a tavola!» È la voce della mamma, dal piano di sotto. «Accidenti!» Randy si alza in piedi e si dirige alla porta dove è attaccato un poster dei Guns’n’ Roses7. Proprio ora che se la gode un mondo nella parte del vampiro, lei deve disturbarlo per una sciocchezza come la cena! «Vengo subito!» grida verso il pianterreno. «Finisco di fare una cosa». Torna a fissare il computer. Nel frattempo la carrozza di Dracula è arrivata in un villaggio. Nastri evanescenti di nebbia strisciano lungo le strade e si attorcigliano intorno ai vecchi lampioni. La carrozza si ferma davanti a una casa. Attraverso la finestra si scorge una dama addormentata su un divano. «Entriamo e facciamola fuori» dice Randy. Lo sportello della carrozza si apre e Dracula scende a terra. Col mantello avvolto intorno al corpo sembra un grosso uccello nero. Si guarda intorno, poi bussa ai vetri della finestra. La dama apre gli occhi, e diventa pallida come una morta. La sua bocca si apre, poi si richiude di scatto. Dracula sogghigna e Randy sogghigna con lui. Vede la dama alzarsi lentamente in piedi e dirigersi verso la finestra. È costretta a farlo, non ha più volontà, è ormai in potere del vampiro. Randy è lì, il naso contro lo schermo. Ha dimenticato tutto ciò che gli sta intorno. È come se si trovasse di persona davanti a quella casa, avvolto in un mantello vampiresco. «Apri la finestra» sussurra. «Ora sei in mio potere». La dama protende la mano verso la finestra. L’immagine si ferma di nuovo. «Randy, cosa fai? La cena si raffredda!» Randy volta la testa verso la porta. Ha la sensazione che i suoi occhi siano rossi come quelli di Dracula. «Arrivo!» grida, e fissa di nuovo lo schermo. Sotto l’immagine sono apparse tre nuove icone: una finestra, un pipistrello e tre uomini incappucciati. La dama dello schermo afferra la maniglia della finestra e l’abbassa. Si muove come un robot, nei suoi occhi c’è uno sguardo vitreo. La finestra si spalanca. Il vampiro salta sul davanzale e penetra nella stanza. «Evviva!» esclama Randy. La dama resta impalata mentre le mani bianche di Dracula le circondano il collo. Il vampiro spalanca la bocca. Seduto davanti al computer, Randy lo imita. Ma ecco un improvviso rumore di ruote sulla ghiaia. Arriva un’altra carrozza e si ferma davanti alla casa. Dracula abbandona la sua vittima e si volta a guardare. «Mordila, cosa aspetti!» esclama Randy, ma Dracula monta di nuovo sul davanzale e salta in strada. L’immagine si ferma per la quarta volta. In quel momento la porta si apre e Rachele, la sorellina di Randy, si affaccia nella stanza. «Ehi, vieni subito, è un secolo che siamo a tavola!» Randy si sente ribollire il sangue. Volta lentamente la testa. «Vattene, scocciatrice!» ringhia con una strana voce rauca. «Sono sul più bello di un gioco». Al vedere la faccia di Randy, Rachele impallidisce, caccia uno strillo e richiude subito la porta. Randy ride soddisfatto, una breve risata che somiglia a un ringhio. La bambina se n’è andata. A quanto pare gli ha letto in faccia che la faccenda è seria. Perfetto, devono lasciarlo in pace, ora che il gioco si fa emozionante. Randy torna a girarsi verso il computer e studia le icone sullo schermo: un pipistrello, un lupo, tre uomini incappucciati. ‘Quegli uomini devono essere dentro la carrozza’ pensa Randy. ‘Cacciatori di vampiri’. Di conseguenza Dracula dovrà svignarsela sotto forma di pipistrello, o di lupo, altrimenti i cacciatori di vampiri gli salteranno addosso. Randy tamburella con le dita sul piano del tavolo. Che fare, a questo punto? Scappare è da vigliacchi, soprattutto ora che Dracula è sul punto di mordere sul collo la bella dama. Ma Dracula non vuol neppure lasciarsi accoppare dai cacciatori di vampiri. Possibile che non ci sia una terza possibilità? Randy fissa l’immagine immobile sullo schermo. Un momento: come hanno fatto i cacciatori di vampiri a sapere che Dracula si trovava per l’appunto in quella casa? «Che idiozia» borbotta Randy. «Non è stato abbastanza prudente, quel cretino. Io mi sarei comportato molto diversamente». L’immagine sullo schermo è ancora immobile, ma di colpo Dracula si volta e guarda Randy. Randy sbatte le palpebre. Com’è possibile? Non ha ancora fatto la sua scelta, è certissimo di non aver neanche sfiorato il mouse. Eppure non c’è dubbio. Dallo schermo Dracula lo guarda dritto in faccia mentre il resto dell’immagine resta immobile. Gli occhi rossi del vampiro soggiogano Randy costringendolo a non distogliere lo sguardo. Poi la testa di Dracula si fa più vicina: vicina al punto da riempire tutto lo schermo. La faccia è di un pallore cadaverico e dalla bocca semiaperta spuntano dei canini affilati come pugnali. È una faccia così spaventosamente crudele che Randy ora vorrebbe che sparisse. È la propria immagine riflessa in uno specchio deformante! Randy si sente soffocare. Da un momento all’altro il gioco non gli sembra più così divertente. Eppure il libretto di istruzioni accluso al cd-rom non accennava a niente del genere! Randy preme frettolosamente un paio di tasti, poi fa clic sul mouse, ma non succede niente. Il vampiro spalanca ancor più la bocca e sghignazza. «Troppo tardi! Volevi vedere Dracula? Ora sei addirittura diventato Dracula!».